I volumi di fatturato, nell’anno 2020, sviluppati dal settore Automotive Aftermarket sono stati inferiori del 14% (circa) rispetto all’anno 2019.

Questi dati fanno emergere una situazione in controtendenza a quanto dichiarato in altri settori (avendo avuto perdite minori) e a dimostrazione che, nonostante la presenza della pandemia COVID, ci sono opportunità di Business per gli operatori del settore, sia che siano produttori, distributori, ricambisti o officine.

Fondamentale per ogni addetto è spostare l’attenzione: dal” ricordare” i periodi in cui era semplice poter fare, poter acquistare e poter sbagliare; ad una realtà attuale, dove la priorità non può essere solo quella del prezzo e del prodotto, ma anche quella della fidelizzazione del proprio cliente; indipendentemente in quale anello della filiera esso sia collocato.

Se l’attore fosse il ricambista potrebbe

  • Ricordare al proprio cliente sia il servizio offerto che la competenza / professionalità del proprio staff, nella ricerca del prodotto, nella velocità delle consegne o nel ritiro dei resi (punti difficili da soddisfare con un acquisto on-line).
  • Dare soluzioni per la riparazione delle “flotte”, sia che siano auto aziendali o a noleggio, taxi (come Uber) o veicoli condivisi; entro il 2030 un veicolo su due tra quelli venduti sarà condiviso (fonte McKinsey).
  • Fornire formazione nella riparazione della vettura, nella gestione dell’utente finale e nella cura con cui viene consegnata la vettura.

N.B.  la vettura rimane un bene primario che garantisce un’attenzione alla propria salute maggiore rispetto ai mezzi pubblici.

  • Creare opportunità per offrire vantaggi competitivi ai propri clienti

Analizzare la propria azienda e attingere in modo rapido ad opportunità che portino vantaggi competitivi; questo sarà utile per essere pronti alla ripartenza del mercato, perché il COVID è un concorrente inaspettato che non ha rispettato zone, dimensioni, solidità e storicità delle aziende, ma come tutte le pandemie finirà.